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SAECULUM

 Storia di Mazara del Vallo

Dal paleolitico superiore al 1990.

 PREFAZIONE

Dal punto di vista geografico, la storia antica è innanzitutto storia del Mediterraneo e dei territori circostanti. L'unità ideale di questa area non ha tanto a che fare con caratteristiche "nazionali" dei popoli che abitarono quelle zone, quanto dalla ricchezza degli scambi culturali, rispetto ai quali il Mediterraneo rappresentò una sorta di "funzione mediatrice".

Grazie alla sua posizione strategica, il territorio Mazarese si trovò indubbiamente immerso in questa "culla della civiltà", esso divenne un importante punto di riferimento per quelle civiltà che, in quel periodo, muovevano i primi passi nel mar Mediterraneo.

I primi insediamenti umani nel territorio mazarese risalgono al paleolitico superiore che va dal 30.000 a.C. al 20.000 a.C., successivamente sotto l'influenza dei Fenici divenne un importante emporio mercantile, fu però durante il periodo greco-selinuntino che la città diventò un centro urbano organizzato, diventando un fiorente emporio di Selinunte. Quello selinuntino fu il primo periodo di grande espansione della città, tanto che venivano coniate monete proprie. Con la dominazione araba si ebbe un ulteriore sviluppo economico della città, divenne il più grosso centro giuridico della Sicilia e un importante punto commerciale, artistico e letterario nonché la seconda provincia dopo Palermo. In seguito seguì la dominazione Normanna sotto il Conte Ruggero d'Altavilla, in questo periodo, Mazara diventò una delle più importanti diocesi di quei tempi che comprendeva un territorio vastissimo, che si estendeva fino alle periferie di Palermo ed Agrigento. Mazara, per un breve periodo, fu centro del potere normanno: Ruggero I vi convocò una delle prime assise parlamentari della storia nel 1097. Era un'assise consultiva: sarebbero state itineranti fino al 1130, quando la sede definitiva fu il palazzo reale di Palermo. Nella città si alternavano anche periodi di declino, come la dominazione di Enrico VI di svevia che instaurò un regno di terrore, vennero tolti molti privilegi ai mazaresi, elevò la pressione fiscale e la riduzione della polietnia, con il continuo esodo della popolazione musulmana, determinò una crisi epocale, con la ricomparsa dei latifondi, il decremento della popolazione e della produzione agricola e artigianale. L'attività portuale di Mazara fu ridimensionata, a favore di Trapani. Sotto il Re Federico d'Aragona di Sicilia, vennero rafforzate le difese litoranee della Sicilia e, sul finire dello stesso anno, fissò la sua dimora a Mazara, con tutta la corte. Alcuni privilegi concessi alle città di Palermo e Sciacca, infatti, recano come luogo d'emissione proprio Mazara. Il 24 marzo 1318 si tenne nella Cattedrale il Parlamento Siciliano, che doveva esaminare la proposta del Papa, che tentava di trovare una soluzione all'antica questione del trono di Sicilia. Il breve soggiorno mazarese del re e della regina Eleonora vide la nascita del quartogenito, Ruggero, che venne battezzato nella Cattedrale. Questo evento fu immortalato su un dipinto, esposto presso il museo diocesano. Tornato a Palermo dopo meno di un anno di soggiorno, Federico III il 14 luglio 1318 emise una serie di concessioni e privilegi ai Mazaresi che poche città dell'epoca potevano vantare: furono aboliti tutti i tributi regi, in cambio dell'impegno nella riparazione delle mura della città; furono aboliti tutti i diritti di dogana e di fondaco per ogni tipo di merce.

La storia di Mazara è parte integrante con quella del mediterraneo, nel bene o nel male è proprio da quest'area che ha sempre dipeso la propria ricchezza o penuria. Il territorio mazarese posto nel cuore del mediterraneo rappresentò con lo scandirsi dei secoli, un punto di frontiera, dove varie culture volevano affermarsi sulle altre ritenendolo, non a torto, luogo di grande attenzione.

 

SAECULUM

HISTORIA

30.000 a.C. - 20.000 a.C.

 

I primi insediamenti umani nel territorio mazarese risalgono al paleolitico superiore, presso Roccazzo, dove sono state rinvenute tracce di grattatoi, bulini, lame di selce e altri prodotti artigianali. Successivi insediamenti sono stati rinvenuti presso i Gorghi Tondi, durante il mesolitico. Si hanno testimonianze di insediamenti umani anche durante il neolitico, con le tombe a grotticella, e durante l'eneolitico, con diversi insediamenti capannicoli e necropoli. Durante l'età del bronzo gli insediamenti si concentrarono lungo le valli del Mazaro e dell'Arena, nelle contrade Gattolo, Granatelli e Malopasso.

 

1100 a.C.

 

Nel XI secolo a.C. si hanno i primi contatti con i Fenici, che trovano in Mazara un luogo ideale per effettuare soste durante i lunghi viaggi verso la Spagna. Inizialmente queste furono transitorie, successivamente fondarono un emporio, con stabilimenti e depositi permanenti, come testimoniato dai vasi, vetri e monete di origine fenicia ritrovati tra la foce del Mazaro e Capo Feto. altri resti che confermano la presenza fenicia a Mazara si hanno negli scavi nel Palazzo dei Cavalieri di Malta, che si affaccia ad appena pochi metri dalla foce del Mazaro. Fu però durante il periodo greco-selinuntino che la città diventò un centro urbano organizzato, diventando un fiorente emporio di Selinunte. Quello selinuntino fu il primo periodo di grande espansione della città, tanto che venivano coniate monete proprie.

1000 a.C.

 

Intorno al 1000 a.C. i Sicani della zona lasciarono tombe monumentali a dromos.

 

600 a.C. - 700 a.C.

 

I Fenici, popolazione dedita ai commerci marittimi, fanno di Mazara un importante emporio mercantile. Il ritrovamento di monete fenicie, greche e puniche e vasi d'età fenicia dimostrano l'esistenza di uno scalo fenicio fra il VI e il V secolo a.C. e la battezzano con il nome Mazar, ovvero la "rocca". Altre testimonianze si hanno nell'attuale palazzo dei Cavalieri di Malta, dove sono emersi alcuni ambienti che dimostrano l'antico scalo commerciale punico. Successive scoperte hanno riportato alla luce una lastra in pietra con iscrizione fenicia rinvenuta nel canale del fiume Màzaro, ora conservata nel Museo del Satiro danzante. In questo periodo Mazara si pone come limite di confine tra i greci selinuntini e i fenici moziesi.

 

409 a.C.

 

Distrutta Selinunte ad opera dei Cartaginesi nel 409 a.C., Mazara attraversò un periodo di un 150 anni circa ora sotto la dominazione siracusana, ora sotto quella cartaginese, fino alla conquista dell'isola da parte di Roma. Il periodo punico e romano è testimoniato dall'abbondanza di ritrovamenti in città: sarcofagi, urne cinerarie, lapidi funerarie, mosaici, e ville romane.

 

406 a.C.

 

Nel 406 a.C. Mazara passa a Segesta, che con l'aiuto dei Cartaginesi guidati da Annibale si impone su Selinunte.

 

392 a.C.

 

Mazara passa sotto il dominio di Siracusa

 

378 a.C.

 

E' riconquistata dai Cartaginesi che vi rimangono fino al 210 a.C.

 

285

 

Nasce San Vito a Lilibeo, oggi Mazara del Vallo.

 

300 - 400

 

La dominazione romana inizia nel finire la seconda guerra punica, divenendo castrum e poi, nel periodo imperiale sotto Antonio Pio, statio, con una certa fioritura di cui rimangono testimonianze, è in questo periodo che il cristianesimo muove i primi passi in città. Il più probabile luogo di riunione dei primi proseliti della nuova religione furono le grotte di San Bartolomeo, in contrada Miragliano. Di notevole interesse è il pavimento musivo di una abitazione romana scoperto nel 1933 sotto la terrazza di San Nicolò Lo Regale: si tratta di un cervo dorato tra decorazioni floreali in movimento databile fra il III e il IV secolo d.C.

 

533

 

Le incursioni dei Vandali e dei Goti non risparmiarono la città, che visse un periodo di decadenza socio-economica e demografica. Gli abitanti, infatti, temendo le incursioni barbariche, si allontanarono dal centro cittadino spostandosi nelle campagne circostanti. Solo nel 533, quando Belisario, alla guida dei Bizantini, sconfisse i Vandali, la città ritrovò un clima di tranquillità, cominciando a ripopolarsi. L'eccessiva pressione fiscale della nuova dominazione, però, ostacolò l'allora nascente commercio ed artigianato locale.

 

535

 

Caduta dell'Impero Romano, passaggio sotto la dominazione bizantina.

 

827

 

Dominazione Araba. Fu solo con i musulmani d'Ifriqiya (Arabi e, soprattutto, Berberi), sbarcati vicino Mazara (Capo Granitola) il 16 giugno 827, che si ebbe il risveglio economico della città, che divenne il più grosso centro giuridico della Sicilia e un importante punto commerciale, artistico e letterario. Tra i giuristi si ricordano Imam al-Mazari, Abu Abd Allah al-Mazari, Ibn Abd al-Farag; tra i letterati Ibn Rasiq, Ibn Safar, Ibn al-Birr, Ibn Makki, Abd al-Halim. La popolazione raggiunse i 30.000 abitanti, e la città divenne la seconda del Vallo, dopo Palermo. Grazie all'introduzione di nuove colture portate dai Saraceni, quali limoni e aranci e alle nuove tecniche d'irrigazione riprende lo sviluppo dell'agricoltura, mentre l'attività portuale torna agli antichi fasti per la ripresa degli scambi commerciali con i paesi africani e spagnoli. Sotto il governo di Ibn Mankut, Mazara diventa un importante centro di studi islamici per l'insegnamento della letteratura, della poesia, del diritto e delle religione. L'impianto viario del centro storico, la Casbah, ancora oggi visibile, rileva la matrice araba.

 

1072

 

Nel 1072, con i Normanni, la città vide l'edificazione della Cattedrale, e l'istituzione di una nuova Diocesi. Nel periodo dal 1093 al 1097, divenne sede governativa e dimora del conte Ruggero d'Altavilla, il quale fece costruire mura di difesa e rafforzò un preesistente castello arabo.

 

1075

 

Gli arabi riuscirono a sopraffare i normanni nel 1075, guidati dal nipote del re di Tunisi, Tenemisio. La riconquista venne però impedita dall'arrivo del conte Ruggero d'Altavilla, che, all'ottavo giorno d'assedio arabo, riuscì a penetrare Mazara e a scacciare i Saraceni. Tra questi c'era il condottiero Mokarta (a cui è dedicata l'omonima piazza), la cui disfatta è rappresentata su un rilievo posto sulla facciata della Cattedrale. Questo episodio divenne oggetto di cantastorie, purtroppo soltanto un'ottava fu trovata e conservata da Giuseppe Pitrè e riportata dallo storico Filippo Napoli. Conquistata la città, i Normanni cominciarono diverse opere di fortificazione, per difendere la città da possibili attacchi nemici, e la costruzione di diverse chiese, con lo scopo di ritemprare l'indebolita fede cristiana.

 

1086

 

La dominazione Normanna curò la riorganizzazione del culto cristiano non con la forza, ma con l'erezione di nuove chiese. Mazara usufruì di questa politica, e vide l'erezione della Cattedrale tra il 1086 e il 1093. In quello stesso anno, fu istituita la Diocesi di Mazara del Vallo, il cui diploma originale fu confermato dalla bolla apostolica di Pasquale II nel 1100. La diocesi comprendeva un territorio vastissimo, che si estendeva fino alle periferie di Palermo ed Agrigento. A presiedere il vescovado di Mazara, Ruggero I nominò un suo parente, Stefano Ferro di Rouen, che fu poi consacrato da Urbano II.

Oltre alla Cattedrale, diverse furono le chiese costruite dai Normanni, di cui qui si fa solo l'elenco:

  • Chiesa di San Nicolò Regale
  • Chiesa e Monastero di San Michele
  • Chiesa di Santa Veneranda
  • Chiesa di San Francesco
  • Chiesa di San Vito a Mare
  • Chiesa della Madonna delle Giummare
  • Chiesa di San Martino.

In questo clima di fervore cristiano sorsero anche chiesette e cappelle nel cuore delle campagne: Sant'Elia, Santa Maria di Gesù, San Cusumano, San Nicola, San Peri.

 

1097

 

Mazara, per un breve periodo, fu centro del potere normanno: Ruggero I vi convocò una delle prime assise parlamentari della storia nel 1097. Era un'assise consultiva: sarebbero state itineranti fino al 1130, quando la sede definitiva fu il palazzo reale di Palermo.

 

1154

 

Il geografo Idrisi soggiornò a Mazara, e la descrisse nel libro di Ruggero.

 

18 novembre 1189

 

senza eredi, morì Guglielmo II il Buono.

 

1194

 

Inizio dominazione sveva. Nonostante il diritto ereditario di Costanza d'Altavilla, andata in sposa ad Enrico VI, il trono passa al cugino di Guglielmo, Tancredi, che muore dopo 5 anni, il 10 febbraio 1194. Con la morte di Tancredi nel 1194, il trono passa ad Enrico VI, marito di Costanza d'Altavilla, cui originariamente spettava la successione. Enrico VI instaurò un regno di terrore: bruciò vivi i vescovi che avevano partecipato all'incoronazione di Tancredi e imprigionò il figlio di quest'ultimo, Guglielmo, accecandolo ed evirandolo per impedirgli di avere successori.

 

1197

 

Muore Enrico VI, succedette un periodo di reggenza di Costanza, fino al 1198, anno dell'incoronazione di Federico II. La città di Mazara, come il resto del regno sotto gli Svevi, non godette di particolare floridità: l'elevata pressione fiscale e la riduzione della polietnia, con il continuo esodo della popolazione musulmana, determinò una crisi epocale, con la ricomparsa dei latifondi, il decremento della popolazione e della produzione agricola e artigianale. L'attività portuale di Mazara fu ridimensionata, a favore di Trapani.

 

1216

 

Federico II di Svevia decide di trasferire tutti i musulmani presenti sul territorio nella Piana di Lucera, in Puglia, nuocendo gravemente alla locale produzione agricola ed artigianale. Neanche con la successiva dominazione angioina le cose cambiarono.

 

1222

 

Alla crisi di produzione agricola e artigianale si aggiunse l'inasprimento delle azioni piratesche nel canale di Sicilia. Così Federico II, nel tentativo di far cessare le incursioni dei Saraceni, intervenne con la sua flotta nel 1222. L'azione fu però un episodio isolato, e le esigue finanze dello stato non permisero il continuo controllo della costa che sarebbe invece servito.

 

1239

 

Difficoltà finanziarie porta Federico II, ad inviare una lettera nella quale si affidava il Castello ad un feudatario locale o al vescovo, non potendo sostenerne le spese di riparazione. Tale incarico si protrasse fino al 1274, fino a quando Carlo I d'Angiò se ne impossessò.

 

1250

 

Muore Federico II, lasciando vacante il trono di Sicilia.

 

1266

 

Inizio Dominazione angioina. Alla morte di Federico II di Svevia (1250), la Chiesa romana tentò invano di vendere la corona di Sicilia a Riccardo di Cornovaglia, e a suo figlio Edmondo. Falliti i tentativi, la corona venne offerta a Carlo I d'Angiò, che assunse il titolo di re di Sicilia nel gennaio 1266.

 

1282

 

Inizio dominazione aragonese. Mazara si vide costretta a contribuire in denaro e in uomini alla flotta e all'esercito angioino, sottraendo così forze alle famiglie e al lavoro. Negli ultimi anni della dominazione angioina, i cittadini mazaresi preferirono darsi alla latitanza, piuttosto che combattere per il re, a causa della mancata corresponsione degli stipendi. Il tutto determinò lo stato d'animo che sfociò nel 1282 con la guerra del Vespro. La città di Mazara, pur non avendo sofferto in maniera particolare (a causa dei privilegi derivanti dalla presenza della Diocesi, che era favorevole ai d'Angiò), fu tra le prime città ad aderire al movimento rivoluzionario. Per cinque mesi, una magistratura repubblicana governò la città, ed inviò aiuti ai rivoltosi palermitani. Capeggiatore dei volontari locali era Ugone Talach, mazarese d'origini normanne, che convinse i palermitani a chiedere l'aiuto di Pietro III d'Aragona, entrato infine a Palermo il 4 settembre 1282. Tra i primi provvedimenti di Pietro III d'Aragona vi fu la ripartizione della Sicilia in sei province: Palermo, Mazara, Girgenti, Noto, Geraci, Castrogiovanni. Tale suddivisione, più che da precise necessità politiche, era dettata dai promotori della rivoluzione: tre di loro vennero infatti posti a capo delle proprie circoscrizioni. Ugone Talach venne quindi messo a capo della provincia di Mazara. Venne sostituito l'anno successivo dal pisano Gerardo Bocho.

Alla guerra del Vespro Mazara partecipò fornendo vettovaglie per le truppe e somme in denaro da inviare al luogo di concentramento, a Randazzo per via terra o a Patti per via mare. Furono inviati anche uomini: trenta arcieri (di cui venti offerti dalla città e dieci dal vescovo), e diciotto cavalieri, dei quali ci sono pervenuti i nomi:

  • Ugone Talach
  • Tommaso De Teatro
  • Matteo Aprucio
  • Orlando De Cosenza
  • Giovanni Capistello
  • Pisano Gallo
  • Riccardo De Arenis
  • Gentile De Tacco
  • Giacomo De Cosenza
  • Bernardo De Corencia
  • Marchisio De Milite
  • Mercadante De Milite
  • Alessandro Bargone
  • Rinaldo De Sciacca
  • Benedetto Capillano
  • Giovanni De Vincis
  • Vivaldo De Corencia
  • Falcone di Mazara

In seguito alla minaccia angioina sui confini pirenaici del regno aragonese, re Pietro fu costretto a lasciare la Sicilia, nominando reggente la regina Costanza. In questo periodo, il figlio Giacomo II d'Aragona soggiornò per alcuni giorni a Mazara.

 

24 novembre 1284

 

Giacomo II d'Aragona emette la dilazione delle immunità commerciali in Sicilia ai Genovesi, precedentemente concessa da re Manfredi.

 

1285

 

Muore re Pietro.

 

1286 - 1296

 

Alla morte di re Pietro, nel 1285, il regno d'Aragona fu affidato al primogenito Alfonso III, e il regno di Sicilia al secondogenito Giacomo II, che fu incoronato a Palermo il 2 febbraio 1286. Il nuovo re operò positivamente in campo militare ed economico: in quest'ultimo stimolò una ripresa della produzione agricola e dei commerci. Venivano privilegiati i mercanti catalani, che avevano finanziato la guerra aragonese in Sicilia, e Mazara continuò a intrattenere rapporti con Pisa, con cui commerciava frumento. Grano, cotone grezzo e lana prendevano invece la strada verso la Spagna. Nel frattempo, con la sopravvenuta morte del re Alfonso III d'Aragona nel 1291, e in seguito agli accordi di La Jonquera nel 1293, Giacomo II d'Aragona s'impegnò a restituire la Sicilia alla Chiesa romana entro tre anni. Così, il 3 novembre 1295 pervenne a Mazara l'ordinanza aragonese di affidare il castello ai rappresentanti del Papato. L'ingiunzione di giuramento di fedeltà e d'obbedienza alla Chiesa di Roma non fu accolta dai cittadini che, invece, al parlamento di Catania del 15 gennaio 1296 proclamarono Federico III d'Aragona re di Sicilia, e lo incoronarono il 25 marzo 1296 a Palermo.

 

1296 - 1316

 

I primi provvedimenti di Federico III miravano a prevenire e a resistere agli attacchi angioini con il rafforzamento della flotta, delle difese costiere e con l'istituzione dell'arruolamento nell'esercito. Erano molto frequenti, infatti, le incursioni degli Angioini sul litorale occidentale della Sicilia, nel tratto di costa tra Trapani e Mazara. Il 1º dicembre 1299, durante la battaglia di Falconara nel territorio di Marsala, le forze di Federico III, che comprendevano anche un contingente di soldati mazaresi, sconfissero gli Angioini catturando Filippo I d'Angiò, che fu provvisoriamente condotto nel castello di Mazara. Un altro episodio bellico che interessò il territorio mazarese avvenne nell'agosto 1316, quando un migliaio di Angioini, sbarcati a Marsala, s'imbatterono nei pressi del fiume Arena in un drappello di cento mazaresi, guidati da Bartolomeo Montaperto e Bartolomeo Siginolfo, che svolgeva il giornaliero servizio di controllo e di difesa delle porte dalla città.

 

1317 - 1318

 

Approfittando della fine delle ostilità, sancite dalla pace di Caltabellotta del 1302 prima, e dalla tregua con lo Stato della Chiesa nel 1317 poi, Federico III rafforzò le difese litoranee della Sicilia e, sul finire dello stesso anno, fissò la sua dimora a Mazara, con tutta la corte. Alcuni privilegi concessi alle città di Palermo e Sciacca, infatti, recano come luogo d'emissione proprio Mazara. Il 24 marzo 1318 si tenne nella Cattedrale il Parlamento Siciliano, che doveva esaminare la proposta del Papa, che tentava di trovare una soluzione all'antica questione del trono di Sicilia.

Il breve soggiorno mazarese del re e della regina Eleonora vide la nascita del quartogenito, Ruggero, che venne battezzato nella Cattedrale. Questo evento fu immortalato su un dipinto, di cui furono fatte due copie, una nel 1608, l'altra nel 1618: la prima andò distrutta nel 1918, mentre la seconda venne restaurata nel 1712, ed è oggi esposta presso il museo diocesano. Il dipinto originale, posto nella Cappella del Battistero in Cattedrale, andò perduto nel 1477, con il crollo del prospetto a mare della Cattedrale. Tornato a Palermo dopo meno di un anno di soggiorno, Federico III il 14 luglio 1318 emise una serie di concessioni e privilegi ai Mazaresi che poche città dell'epoca potevano vantare: furono aboliti tutti i tributi regi, in cambio dell'impegno nella riparazione delle mura della città; furono aboliti tutti i diritti di dogana e di fondaco per ogni tipo di merce e veniva concessa ai cittadini la possibilità di usufruire della legna delle foreste di Birribayda e Castelvetrano. Infine, l'istituzione di una fiera franca, libera da ogni diritto di corte o tassazione, della durata di trenta giorni, dal 21 luglio al 21 agosto ogni anno.

 

1713 -1734

 

Inizio Dominazione Borbonica. In virtù della Pace di Utrecht, la Sicilia e quindi Mazara, nel 1713 passa ai Savoia, che manterranno la signoria dell'isola per appena cinque anni. Nel 1718, gli spagnoli intraprendono una campagna di riconquista, bloccati dagli Austriaci. Dopo sedici anni di dipendenza austriaca, Carlo di Borbone riunisce le sorti della Sicilia e quelle di Napoli, vincendo sugli austriaci nella battaglia di Bitonto del 1734.

 

1392-1397

 

Dominio signorile, sotto i Peralta.

 

 1418-1445

 

Dominio signorile, sotto i conti Cabrera.

 

 1450-1479

 

Dominio signorile, sotto il duca di Calabria Ferdinando.

 

 1479-1518

 

Dominio signorile, sotto la regina Giovanna.

 

1521-1531

 

Dominio signorile, sotto il conte Cardona.

 

1647

 

Durante il dominio signorile che va dal 1392 al 1531, la città dovette riscattare la propria libertà per ben due volte, a proprie spese, ritornando al Regio Demanio, sotto il quale conobbe, nel Seicento, anni di miseria, culminati nel tumulti del 1647. In questi periodi fu la Chiesa mazarese a lenire la sofferenza della popolazione, devolvendo l'intero ricavato dei tributi della Diocesi.

 

3 novembre 1797

 

Avviene il miracolo del movilento degli occhi dell'imagine di Maria SS. del Paradiso, che venne incoronata, su richiesta dell'allora vescovo Mons. Orazio Della Torre, il 10 luglio 1803.

 

1812

 

Nel 1812 fu istituito il Distretto di Mazara. Durante il dominio borbonico sorgono numerosi insediamenti residenziali lungo le "trazzere" regie, mentre sulle sponde del Màzaro, già impegnate nei lavori di ammodernamento del porto, si incrementano gli stabilimenti per la lavorazione del pesce e dell'uva.

 

1820 - 1894

 

Nel secolo XVIII la città partecipò con entusiasmo ai moti indipendentistici del 1820, 1848 e 1860, e durante il plebiscito del 21 e 22 ottobre 1860 i cittadini sottoscrissero l'unità nazionale, con soli venti elettori contrari. L'unità, tuttavia, non apportò miglioramenti alle condizioni della città, e i lavoratori più umili si organizzarono nel locale fascio dei lavoratori nel 1893. L'insofferenza delle classi meno abbienti sfociò nei moti del 31 dicembre 1893-3 gennaio 1894, repressi con la dichiarazione dello stato d'assedio da parte di Francesco Crispi, che determinò lo scioglimento dei fasci.

 

Primi anni del 1900

 

Periodo di depressione economica e demografica, iniziato con i flussi migratori verso gli Stati Uniti d'America, l'Australia e gli stati del Sud America, e culminato con la prima guerra mondiale.

 

1920-1930

 

Tra il 1920 e il 1930, la flotta remo-velica divenne una flotta a propulsione meccanica, e questo determinò un aumento del pescato.

 

1939 - 1945

 

La seconda guerra mondiale sospese, momentaneamente, lo sviluppo economico della città, che riprese subito dopo la fine dell'evento bellico.

 

1945 - 1990

 

Progressivamente Mazara del Vallo divenne il primo porto peschereccio d'Italia, secondo in Europa.

 

 Dati ricavati da wikipedia.org


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